Come respirare correttamente nel canto lirico (prima parte)

La Dinamica respiratoria

L’arte del cantare, nella fattispecie della nostra trattazione del cantar lirico, non può prescindere dal saper padroneggiare in modo efficiente la propria dinamica respiratoria, per questo, oggi affronteremo un argomento tanto spinoso quanto affascinante, come respirare correttamente nel canto lirico. È, infatti, attraverso il sapiente utilizzo del diaframma, del mantice toracico e delle strutture muscolari della loggia anteriore del collo, unito il tutto ad una corretta dinamica buccale, che l’aria può uscire correttamente, soavemente modulata al fine di raggiungere i maggiori risultati nella performance canora. Nei prossimi paragrafi, vedremo dunque come respirare correttamente nel canto lirico. 

Dobbiamo ragionare sul fatto che l’aria che dà voce al canto, quando arriva alla bocca, per librarsi soave nell’aere allietando così gli astanti, ha dovuto compiere un lungo percorso, dove le labbra sono solo l’ultima tappa. È facile intuire quindi che se il suddetto percorso sarà stato compiuto in modo corretto, fluente e libero, avremo un ottimale risultato canoro, se al contrario, il percorso dell’aria sarà stato tortuoso, non biomeccanicamente corretto e poco efficiente, anche la performance canora sarà obbligatoriamente pregiudicata. Si intuisce, pertanto, quanto è importante saper padroneggiare la propria dinamica respiratoria, la propria respirazione.

Antonio Maria Bernacchi, nel suo “Sistema del grande metodo del canto”, del 1835 sosteneva che:

“Soltanto chi respira bene sa cantare bene”

D’altro canto, Manuel Patricio Rodriguez Garcia, nel suo “Trattato completo dell’arte del canto”, del 1840, afferma che:

“Chi non conosce l’arte di signoreggiare il proprio fiato, non potrà mai chiamarsi vero cantante”

Di questi esempi ce ne sarebbero molti altri e tutto ciò ci porta ad una semplice deduzione, cioè che per cantare bene occorre necessariamente saper utilizzare bene la propria “Biomeccanica respiratoria”.

Il canto e il respiro

Prima di entrare nel vivo e spiegare come respirare correttamente nel canto lirico, iniziamo a capire che cos’è la respirazione e come avviene questa funzione tanto importante ma data, molto spesso, erroneamente per scontata. 

E’ lo scambio di aria fra i polmoni e l’atmosfera, che avviene alternando condizioni di pressione negativa e positiva all’interno della gabbia toracica, generando quindi il movimento di inspirazione e di espirazione. E’ un meccanismo semi-involontario, in quanto è vero che noi respiriamo ogni secondo senza rendercene conto (diciamo, involontariamente), ma è anche vero che se vogliamo ad esempio gonfiare un palloncino, prendiamo “volontariamente” molta aria ed altrettanto “volontariamente” la espiriamo nel palloncino stesso. Se vogliamo, siamo in grado di trattenere il respiro o aumentare o diminuire la nostra frequenza respiratoria (numero di atti respiratori in un minuto). Sappiamo quindi gestire “volontariamente”, un atto che di per sé può essere tranquillamente “involontario”.

Ed è proprio questo infatti, lo scopo del cantante lirico, imparare a “gestire” la propria respirazione.

Nel canto lirico, la respirazione è l’adattamento di una funzione vitale (destinata cioè ad assicurare la sopravvivenza), alle esigenze di una funzione secondaria, quella fonatoria. Trascurare la conoscenza della dinamica respiratoria, asseconda l’erronea convinzione che non esistono regole generali cui fare riferimento per imparare a gestire la respirazione per il canto.

Abbiamo accennato in precedenza al fatto che l’aria deve compiere un percorso prima di arrivare alla bocca.

Il Diaframma

Ma da dove inizia questo “viaggio”? Semplicemente dal muscolo più importante che abbiamo, “il Diaframma”. Il Diaframma è un muscolo impari (ce n’è solo uno, e non uno per lato, come potrebbe essere per il quadricipite, ad esempio), a forma di cupola, che separa la cavità toracica da quella addominale.
La sua contrazione comporta un suo abbassamento, e questo, insieme all’elevazione del torace operata dai muscoli inspiratori, comporta l’espansione della gabbia toracica e dei polmoni, permettendo quindi il richiamo di aria nelle vie respiratorie durante l’inspirazione. La sua contrazione, inoltre, insieme a quella dei muscoli addominali ed al diaframma pelvico, determina un aumento della pressione nella cavità addominale necessaria alla minzione, alla defecazione ed al vomito. Si comprende quindi “quanto” sia importante questo muscolo.

Continua con la seconda parte dell’articolo a questo link

anatomia diaframma umano

Per oggi è tutto, vi diamo appuntamento a venerdì prossimo con la seconda parte dell’articolo.

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