Come respirare correttamente nel canto lirico (seconda parte)

Composizione del Diaframma

Il diaframma, è formato da una parte muscolare più “periferica” e una parte tendinea “centrale” chiamata centro frenico. La parte periferica è la parte muscolare che si aggancia alle strutture ossee circostanti per poter permettere l’abbassamento durante l’inspirazione. Nella fattispecie, dal centro frenico, partono tre foglie distinte che formano diverse inserzioni:

  • i fasci laterali si inseriscono a livello costale, dalla sesta costa in giù;
  • i fasci posteriori formano i pilastri diaframmatici e si inseriscono a livello delle vertebre lombari dalla prima alla quarta;
  • i fasci anteriori si inseriscono a livello della parte inferiore finale dello sterno (il processo xifoideo).

Da queste nozioni anatomiche si evince, ragionevolmente, che se queste strutture ossee non sono perfettamente e biomeccanicamente funzionanti, centrate, allineate e soprattutto “mobili”, il diaframma non potrà esprimente al meglio ed al 100% le sue potenzialità e di conseguenza anche la dinamica respiratoria e quindi il canto ne potrebbero trarre discapito.

Collegamenti del Diaframma

Nella parte superiore, il diaframma è in relazione con il sistema aponeurotico occipito-temporale e temporo-mandibolare. Dall’occipite e dal temporale parte un’importante fascia a destinazione viscerale, il Tendine Centrale.

Una fascia che, nel suo cammino (dalla porzione inferiore dell’occipite al diaframma, e viceversa), ingloba diverse importanti strutture quali, la faringe, la laringe, l’osso ioide, l’esofago, il cuore ecc, mettendo in relazione anatomica diretta tutte queste strutture. Questo sistema elastico si tende alla discesa del centro frenico prodotta dalla contrazione del diaframma e torna a riposo al rilascio della contrazione, aiutando la risalita del centro frenico e la espirazione. Si deduce che, il “malfunzionamento” di una delle suddette strutture, può incidere sul corretto funzionamento delle altre.

Tutto ciò, per far comprendere che quando si lavora una struttura per permettere di “liberare” al meglio la voce (nel caso del canto lirico), in realtà ne vanno lavorate anche molte altre, in base a determinate connessioni anatomo-fisiologiche, in modo da produrre risultati incisivi e duraturi, che altrimenti verrebbero meno.

Le funzioni del Diaframma

Il diaframma non ha soltanto una funzione respiratoria e viscerale, ma anche un’importantissima funzione posturale, in quanto interviene, insieme ai muscoli addominali e spinali, nella stabilizzazione del rachide e del tronco grazie all’aumento della pressione intra-addominale ed intra-toracica, contribuendo a formare un manicotto di supporto per la colonna vertebrale e di conseguenza una buona base di appoggio per l’emissione della voce.

Abbiamo capito quanto è importante questo muscolo, ma per comprendere ancora meglio, facciamo una panoramica su una delle sue caratteristiche e su cosa ne comporterebbe la sua diminuzione, parlo della Elasticità.

Nella sua incessante è ciclica attività di contrazione e rilasciamento, il diaframma è costantemente in movimento e la sua capacità di rispondere alle esigenze respiratorie dipende appunto dalla sua elasticità.

Ci sono vari motivi per cui il diaframma tende a mantenersi contratto e quindi a limitare il proprio rilascio. Innanzitutto il fatto che stando in piedi per il diaframma è più facile scendere che risalire, ma ricordiamo anche che questo muscolo si contrae energicamente che ogni volta che compiamo uno sforzo violento, o che proviamo delle emozioni intense.

Dopo queste situazioni di emergenza, tutto dovrebbe tornare all’equilibrio iniziale, ma, dato che è più facile contrarre un muscolo che rilasciarlo, se non curiamo il favorire un ottimale rilascio, ogni volta che contraiamo questo muscolo rischiamo che esso resti un po’ contratto.

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Composizione del diaframma

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Christian FacciaroniFisioterspista Osteopata
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