Il Trigono del cantante lirico

Come abbiamo visto negli articoli precedenti, una buona biomeccanica funzionale dei vari distretti corporei è di vitale importanza per un corretto funzionamento delle strutture anatomiche e, quindi, per un’ottimale performance canora.

Oggi ci occuperemo un po’ più nello specifico dei distretti superiori, quelli che in gergo vengono chiamati il Trigono del cantante.

La cervicale

Quando si sente parlare della cervicale si pensa sempre istintivamente alle vertebre che la compongono ed ai nervi che fra di esse fuoriescono. Questo è senz’altro giusto, ma è solo una parte del tutto, la parte, cioè, posteriore. Non viene mai considerata, erroneamente, la zona anteriore, quella che viene cioè denominata la loggia viscerale del collo, della quale fa parte, guarda un po’, proprio la laringe. Queste due zone cervicali (quella posteriore e quella anteriore), non sono separate, non c’è “aria” in mezzo, ma vivono in una condizione permanente di continuità anatomica, ogni accidente che accade ad una può ripercuotersi sull’altra.

Cosa significa questo? Semplicemente che se si vuole aiutare una persona che presenta una qualsivoglia problematica nellaa zona del trigono del cantante, si devono necessariamente ed indiscutibilmente se non altro almeno valutare entrambe queste due parti, per poi eventualmente trattarle.

La colonna cervicale è composta da sette vertebre, la prima (C1) si articola con l’occipite, la settima (C7) si articola con la prima vertebra toracica (D1). Quest’ultima articolazione viene definita in osteopatia cerniera cervico-dorsale, un importante snodo attraverso il quale si estrinseca il corretto funzionamento sia del distretto cervicale che di quello dorsale, ed a cascata ascendente e discendente, dell’intera struttura.

Per poter regolare al meglio l’emissione dell’aria (e quindi della voce), è necessario che tutte le strutture scheletriche del trigono del cantante siano mobili, libere, scevre da ogni limitazione motoria e/o funzionale. Quando un cantante si esibisce, infatti, non è immobile, ma ruota, inclina, flette o estende il capo, e se questo non è libero di muoversi, viene da sé che ad essere pregiudicata può essere l’intera prestazione.

Ma la cervicale, come abbiamo accennato all’inizio, non è solo vertebre, ma molte altre cose, ognuna delle quali se non in equilibrio e ben funzionante, può creare problemi.

Riflettiamo ad esempio sul fatto che nella parte centrale delle vertebre è presente il midollo spinale, da cui si diramano i nervi che fuoriescono tra una vertebra e l’altra e che vanno ad innervare le braccia, le gambe, le costole, etc.

Già da questo si può facilmente dedurre che se una vertebra non è perfettamente allineata con la sottostante (o con la sovrastante), si possono creare dei disequilibri che possono andare ad infastidire i suddetti nervi che da qui fuoriescono, con tutte le problematiche del caso, dai formicolii, ai bruciori, all’alterazione della sensibilità alle gambe, alle braccia, alla gabbia toracica etc. e di certo non è agevole cantare in queste condizioni.

I muscoli interessati

Ma andiamo oltre, focalizzando la nostra attenzione sulle strutture non ossee che partecipano alla composizione del tratto cervicale, cioè i muscoli. Sono evidentemente fondamentali, senza di loro non potremmo muoverci, figuriamoci cantare.

La regione cervicale è circondata da muscoli, e siccome il centro di gravità della nostra testa passa davanti ai corpi delle vertebre cervicali, questo fatto fa si che si instauri una tensione permanente della muscolatura posteriore, che controbilancia l’azione della gravità che farebbe cadere la testa in avanti. Questa situazione “fisiologica”, è mantenuta dal permanente stato di contrazione di base dei muscoli posteriori. Ma anche se, come abbiamo detto, questa situazione è normale, è comunque una condizione di squilibrio, il che può comportare l’instaurarsi di disfunzioni. Queste ultime vanno controllate ed arginate, poiché finché l’organismo è in grado di compensare, la situazione è mantenuta sotto controllo. Ma quando questa possibilità compensatoria del corpo viene meno, iniziano problemi a vario livello.

Questi ultimi non si limitano a rimanere confinati nell’ambito osteo-muscolare, ma per continuità anatomica e fasciale si possono trasmettere e possono influenzare negativamente anche l’altra parte che compone la cervicale, la parte anteriore di cui abbiamo accennato all’inizio, cioè la loggia viscerale del collo. Questa, potremmo dire che è la parte “organica” del collo in quanto comprende, l’asse digerente (faringe e tratto cervicale dell’esofago), l’asse aereo (laringe e tratto cervicale della trachea), e l’asse endocrino (tiroide e paratiroidi). Ed è proprio all’interno della laringe che sono custodite delle strutture importantissime, per chiunque certo, ma tanto più per un cantante, per il quale costituiscono un vero e proprio strumento di lavoro cioè le “corde vocali.”

Analizziamo quindi più nel dettaglio, per capire meglio, come è conformata la laringe.

La laringe

È una struttura interposta fra la faringe e la trachea ed è deputata al passaggio dell’aria ed alla produzione dei suoni. Anatomicamente è situata davanti ai corpi della quinta e della sesta vertebra cervicale, separata da esse da strutture fasciali e muscolari. Il suo funzionamento consiste nello spostarsi verso l’alto durante la deglutizione, trascinata dall’innalzarsi della faringe. In questo modo, entrando in contatto con l’epiglottide, chiude la via dal passaggio dell’aria ed il cibo può passare nell’esofago, per giungere infine nello stomaco.

È una struttura complessa, composta da muscoli, legamenti, cartilagini e tendini, che in un unicum anatomo-funzionale ne consentono il giusto funzionamento. In essa, come abbiamo detto, sono contenute le corde vocali. Queste, sono due lembi muscolo-tendinei che entrano in vibrazione al passaggio dell’aria, producendo in questo modo i suoni. Negli uomini le corde vocali sono più spesse (caratteristica che è alla base della voce più bassa e profonda), mentre nelle donne sono più sottili (il che rende la voce della donna più acuta). Questo, quindi è essenzialmente l’elemento che differenzia la voce maschile da quella femminile.

Esistono correlazioni fra le disfunzioni osteopatiche che possono interessare il tratto cervicale e le corde vocali. Una di esse ad esempio è su base neurologica. Le corde vocali, infatti, sono innervate dal nervo vago, lo stesso che decorre lateralmente al tratto cervicale in quello che si chiama “fascio vascolo nervoso del collo” (una formazione anatomica situata lateralmente al collo e costituita dalla carotide comune, dalla giugulare interna ed appunto dal nervo vago).

È di facile comprensione, quindi, il fatto che una disfunzione ad un qualsiasi livello della zona cervicale, o una problematica di altro genere a tale livello (muscolare, legamentosa, tendinea ecc), può interessare il nervo vago e conseguentemente avere ripercussioni sulle corde vocali. È chiaro che tutto è inestricabilmente correlato, quindi quando si valuta una struttura si devono esaminare anche le strutture ad essa annesse, dal punto di vista neurologico, ortopedico, fasciale e cranio-sacrale, altrimenti con i nostri trattamenti, sul trigono del cantante, avremo dei risultati poco soddisfacenti, non risolutivi.

L’articolazione temporo-mandibolare

A questo punto possiamo chiudere il cerchio e parlare dall’altra componente del trigono del cantante, cioè l’articolazione temporo-mandibolare. Questa mette in contatto le due ossa temporali con la mandibola, ed è attraverso di essa che si effettua il movimento di apertura e chiusura della bocca. È inutile quindi sottolineare quanto sia importante, poiché per cantare è indispensabile eseguire il suddetto movimento.

Ovviamente è una struttura molto complessa responsabile in prima battuta del corretto funzionamento della mandibola, osso questo che è denominato il “bilanciere posturale” del nostro corpo. Un suo errato movimento o un suo malposizionamento può comportare tensioni e squilibri posturali che si possono trasmettere a tutta la struttura, dalla testa ai piedi. Questo a causa delle tensioni asimmetriche che possono instaurarsi e che portano ad assumere atteggiamenti viziati che col tempo possono trasformarsi in posizioni permanenti, con l’instaurarsi per giunta di contratture muscolari. È intuibile il fatto che cantare, esprimersi in una performance, non è per nulla agevole in queste condizioni.

Ancora, tra questa articolazione e la base ossea del cranio esiste un collegamento diretto. Ciò è possibile grazie ad un muscolo, lo pterigiodeo esterno, che dallo sfenoide (osso della base del cranio che si articola con l’occipite), si porta proprio all’articolazione temporo-mandibolare. Addirittura questo muscolo proietta dei fasci sul menisco che è presente all’interno di questa articolazione.

Collegando e mettendo in relazione tutto questo si può capire che un problema a questa articolazione si trasmette per via diretta all’osso sfenoide, che si articola con l’occipite, che a sua volta forma un’articolazione con l’atlante, che è la prima vertebra cervicale, e da qui quindi a tutta la colonna, al bacino, alle gambe ecc. La portata di questa correlazione anatomica è enorme, perché ci dimostra che un problema di qualsiasi natura all’articolazione temporo-mandibolare si può trasmettere a tutto lo scheletro… e viceversa. Una problematica, ad esempio, che si trasmette alle vertebre dorsali e/o alle coste, può rendere più difficoltosa la competa espansione della gabbia toracica, movimento imprescindibile per un’ottimale prestazione nel’ambito del canto lirico.

Come abbiamo visto in questa trattazione, queste tre zone, che compongono il trigono del cantante appunto, seppur localizzate in comparti diversi, sono anatomicamente e funzionalmente unite, entrano in relazione reciproca ed altrettanto reciprocamente si influenzano. Problemi o disfunzioni di una si trasmettono anche alle altre in un unicum anatomo-strutturale.

Come ho già avuto modo di dire, ma lo ripeto in quanto per noi osteopati è un mantra, trattare una singola zona, anche se è quella dove il problema si manifesta, e trascurare tutte le parti ad essa correlate, è un grave errore, che porta a compiere un trattamento incompleto, poco efficiente e non duraturo.

Inerenza argomento

0%
Tecnica
0%
Salute
0%
Stile
0%
Interpretazione
Argomento spiegato al 100%

Seguici sui seguenti social

Christian Facciaroni
Christian FacciaroniFisioterspista Osteopata
Tel. Ufficio: +39 06 9999.888
Cell.: +39 347 1328446‬

Contatta il Dott. Facciaroni

    Ho letto e accetto l'informativa sulla Privacy

    I campi contrassegnati con l'asterisco (*) sono obbligatori

    Disclaimer

    Tutto quanto riportato sopra non sostituisce un consulto medico. Nel caso tu abbia dubbi, ti consigliamo di consultarti con un professionista di tua fiducia. Sei l’unico responsabile delle tue scelte sanitarie e delle tue attività.

    Copyright © ArtsCom 2019 Tutti i diritti sono riservati, è vietata la riproduzione anche parziale